mercoledì 30 aprile 2008

1° MAGGIO AUTORGANIZZATO

1° MAGGIO AUTORGANIZZATO CONTRO LA PRECARIETÀ ED A SOSTEGNO DELLA LOTTA IN FIAT

Costruiamo da basso, autonomamente da Partiti e Sindacati Confederali, l'opposizione sociale al nuovo governo Belusconi ed a questo sistema sociale di sfruttamento, guerra e devastazione ambientale


Contro la ristrutturazione in Fiat prevista dal piano Marchionne a Pomigliano

Contro l'allontanamento dei 316 perai dalla fabbrica, la repressone e i licenziamenti politici

Contro la precarietà del lavoro e della vita

Contro la strage continua di morti sul lavoro

Per l'estensione dei diritti, la sicurezza sul lavoro e le garazie sindacali

Per il diritto al lavoro, ai servizi sociali, al redditti ed ai beni comuni

Per un differente modello di sviluppo rispettoso della salute e dell'ambiente

1° MAGGIO 2008
CORTEO A POMIGLIANO D’ARCO
CONCENTRAMENTO ore 10.00
PIAZZALE “EX VESUVIANA”


Prime adesioni: Confederazione Cobas, Confederazione Unitaria di Base, Area Antagonista Napoletana, CSOA Officina 99, Laboratorio Occupato SKA, DAMM, Red Link, Collettivo Operatori Sociali Napoli, Laboratorio Occupato Insurgencia, Associazione Marxista “politica e classe”, Collettivo Internazionalista Napoli, Collettivo Orientale, CSOA Terra Terra, Vesuvio Zona Rossa, Partito Comunista dei Lavoratori, CARC, Sinistra Critica, Collettico Politico MILITANZ Casa del Popolo, Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, Nucleo Studentesco Metropolitano…

sabato 26 aprile 2008

LIBERI TUTTI!

Assolti. E' caduta l'accusa di associazione sovversiva per avere organizzato gli incidenti del 2001 durante il G8 di Genova ed il Global Forum di Napoli per la quale 13 attivisti militanti del Movimento erano stati condotti alla sbarra del Tribunale di Cosenza. Liberi Tutti, dunque. Lo ha stabilito la Corte d'Assise doi Cosenza. La sentenza è arrivata dopo un'ora e mezza di Camera di Consiglio, ed è stata letta dal Presidente Maria Antonietta Onorati. "E' la dimostrazione che si è trattato di un teorema accusatorio costruito ad arte per aggredire e zittire i movimenti", è stato il commento di uno degli imputati.


Comunicato del Coordinamento LiberiTutti

Trovare parole appropriate per commentare l’intera vicenda, non è cosa facile. Perché sono tanti gli aspetti farseschi e tali le assurdità delle accuse, che rischieremmo sicuramente di dimenticare qualcuna delle illuminanti considerazioni formulate dal PM Fiordalisi.Chi in questi anni si è trovato a dover costruire solidarietà rispetto alla vicenda, ha dovuto soprattutto difendersi da quella parte di città che, parliamoci chiaro, ci avrebbe voluto vedere in galera. Probabilmente, parte degli stessi che hanno contribuito a montare questo teorema.
Ebbene, possiamo finalmente dire che costoro rimangono in un angolo a rosicare. L’assoluzione di oggi è una pesante sconfitta per gli organi inquirenti che hanno confezionato questa inchiesta. Gli stessi che hanno sperperato oltre tre milioni di euro, sbandierando all’intero paese, una formidabile operazione antiterrorismo, curata nei minimi dettagli e pronta a smantellare la pericolosa nascente cellula sovversiva. Tutto questo, mentre in città si consumavano ben altri misfatti.Ma ora, sentenza in mano, abbiamo il diritto di sapere: perché questa inchiesta, sebbene scartata da svariate procure, è stata accettata proprio a Cosenza? Quali oscure trame hanno tessuto questo canovaccio? Quali loschi interessi da coprire? Ma soprattutto, abbiamo ragione di pretendere le dimissioni dei vertici inquirenti che hanno guidato questa inchiesta? Che questo “castello” non stava in piedi, la città lo aveva capito da subito e lo aveva ampiamente affermato con calorosa partecipazione alle diverse mobilitazioni costruite nel corso di questi lunghi sette anni, assolvendo di fatto tutti gli imputati e bocciando l’operato della Fiordalisi&Co. Agli interrogativi sulle reali motivazioni che hanno portato all’apertura di questa inchiesta, ognuno si sarà dato delle risposte, rimane sicuramente il tentativo di criminalizzare un intero movimento con accuse infondate e infamanti, volte a coprire le vere vergogne di Genova: la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi e le torture delle forze dell’ordine comandate dai vertici militari e politici. E ancora, di deviare l’attenzione generale dai veri allarmi sociali di cui questa città soffre.
Questa assoluzione giunge a riprova del fatto che la storia di chi rifiuta le logiche neoliberiste e produce conflitto sociale non può essere scritta dentro un’aula di tribunale. E se ce ne fosse ancora bisogno, ribadisce che la libertà di espressione e di opinione devono essere garantite in nome di quelle libertà conquistate il 25 aprile del 1945 e che ancora dobbiamo difendere.

COORDINAMENTO LIBERITUTTI
Cosenza