venerdì 28 novembre 2008

MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER IL POPOLO PALESTINESE

L'appello per la manifestazione nazionale del 29 novembre a Roma

La Campagna 2008 anno della Palestina, è andata avanti anche dopo il successo politico di maggio e delle iniziative di contestazione della Fiera del Libro di Torino dedicata a Israele e negata alla Nakba dei palestinesi. E’ davanti agli occhi di tutti il perdurante tentativo di omettere la causa palestinese dall’agenda politica italiana. Questa sistematica omissione della questione palestinese, rivela una complicità politica, militare, diplomatica dei governi italiani con l’occupazione israeliana e l’apartheid contro i palestinesi. Occorre dunque essere consapevoli della funzione soggettiva di una rete di solidarietà con la Palestina come quella che dalla fine del 2001 è stata attivata intorno all’esperienza del Forum Palestina. Spetta a questa soggettività agire affinché la causa palestinese non venga rimossa dall’agenda politica italiana, sia quella istituzionale che quella dei movimenti e del dibattito politico.

Malgrado decine di formule di soluzione e i numerosi giri di presunto negoziato, non si riesce ad uscire dall'empasse che perdura da quindici anni, dove i governi israeliani continuano ad intensificare la loro politica contro il popolo palestinese allargando gli insediamenti, rafforzando i muri di separazione, continuando nelle politiche delle chiusure e l'assedio ferreo e disumano della striscia di Gaza, considerata ormai il carcere più grande del mondo a cielo aperto.In queste ultime settimane assistiamo ad un tentativo di seminare una vera e propria guerra di pulizia etnica: i coloni israeliani attaccano adesso i palestinesi nelle loro case,soprattutto in Cisgiordania, e la furia dei fanatici israeliani ha seminato terrore tra la popolazione araba nella città di Akko.Sono passati sessant’anni dalla Nakba quando sono stati cacciati i palestinesi nel 48 dalle loro terre e distrutti più di 400 città e villaggi palestinesi in quell’area, sono passati 41 anni dall'occupazione israeliana del resto della Palestina nel 67, e sono passati esattamente 15 anni dagli accordi di Oslo, e non è cambiato nulla nella politica dei vari governi israeliani nei confronti del popolo palestinese. Alcuni regimi arabi, corresponsabili anche della tragedia del nostro popolo sono diventati più servili al volere americano israeliano, malgrado il loro piano di pace che è stato respinto e gettato nella pattumiera da parte dei governi israeliani prima e dopo Annapolis. Il governo israeliano, appoggiato dagli Usa suo alleato strategico, vuole sempre e comunque più terre e meno palestinesi, più presunti negoziati e meno soluzioni concreti, continua a detenere nelle carceri 11.000 militanti palestinesi, ha spezzettato tutta la Cisgiordania con l'orrendo muro di separazione, rendendo infernale la vita quotidiana dei palestinesi. I due candidati alla presidenza americana fanno a gara per esprimere obbedienza al volere dei circoli israeliani che pretendono più armi e più soldi per proseguire nella politica di colonizzazione e di negazione al popolo palestinese dei diritti sanciti dalle Nazioni Unite da sessant’anni a questa parte. I vari rounds dei colloqui israelo palestinesi tra il governo israeliano e l'autorità nazionale palestinese non hanno portato a nulla fino ad oggi. Le Nazioni Unite hanno dichiarato la giornata del 29 Novembre come giornata di solidarietà con il popolo palestinese. Nella storia politica mondiale le Nazioni Unite, cioè la legalità internazionale, hanno emesso decine di risoluzioni, mozioni, raccomandazioni a favore della causa del popolo palestinese, ma i vari governi israeliani li hanno trattati sempre da carta straccia.

La resistenza è un diritto sacrosanto di tutti i popoli oppressi, la difesa della propria vita, dei propri diritti, della propria terra, del proprio futuro è un diritto sancito dalle leggi internazionali e dalle varie convenzioni soprattutto quella dei diritti dell'uomo.Oggi, in occasione della giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese, le comunità, le associazioni, le organizzazioni palestinesi in Italia si appellano all'opinione pubblica italiana, alle forze politiche, al parlamento italiano, a tutti gli amanti della giustizia e della libertà perché dimostrino di essere a fianco della giusta causa del popolo palestinese. Oggi, mentre assistiamo all'orrore del ritorno di certi rigurgiti razzisti, intravediamo il pericolo di nuove guerre e stragi di civili in Medio Oriente. Vorremo vedere gli italiani, i cittadini, le associazioni,i comitati di solidarietà gli immigrati, manifestare tutti insieme per il diritto all’autodeterminazione dei popoli oppressi e il trionfo della pace e della giustizia.E'arrivato il momento di aprire gli occhi sulla gravità della situazione in Palestina e nei paesi limitrofi, come il Libano e la Siria, ma anche l'Iraq e l'Afghanistan, è arrivato il momento di non illudersi più della possibilità di risolvere tutto con la forza e con le tecnologie militari, di non imporre soluzioni contro la volontà dei vari popoli in tutte queste zone; la pace si conquista dando forza alle leggi internazionali , sostenendo i principi della equità e della giustizia, sostenendo che la libertà è un diritto di tutti, soprattutto di quelli che lottano per conquistarla da decenni.Vorremmo vedere nel corteo di solidarietà con la Palestina tantissimi operai , tantissimi giovani, tantissime donne, vi invitiamo tutti a manifestare con noi:
  • per la fine dell’occupazione israeliana della Palestina
  • per uno stato palestinese sovrano con Gerusalemme capitale
  • per Il diritto al ritorno ai rifugiati palestinesi, come è previsto dalla ris. Onu 184
  • per la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane
  • per lo smantellamento del regime di apartheid e delle colonie israeliane
  • per lo smantellamento dell'assedio imposto alla Striscia di Gaza
  • per la revoca degli accordi di cooperazione militare Italia
  • Israele e il ritiro delle truppe dai vari teatri di guerra
Coordinamento delle comunità palestinesi in Italia
UDAP (Unione Democratica Arabo Palestinese)


Vita, terra e libertà per il popolo palestinese
SABATO 29 NOVEMBRE
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
Giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese


Il Collettivo Politico MILITANZ Casa del Popolo (CdP) aderisce alla manifestazione nazionale a sostegno della lotta del popolo palestinese esattamente sulla base dell'appello - sopra riportato - sì come lanciato dall'UDAP e dal Coordinamento delle Comunità palestinesi in Italia, condividendone piattaforma ed obiettivi posti. Ritiene altresì che detta manifestazione nazionale si inserisca tutta nel percorso di mobilitazione permanente per il Popolo palestinese, emblema, a nostro avviso, di tutti i Popoli in lotta per l'indipendenza e l'autodeterminazione, di contro il giogo imperialista che li vorrebbe deboli e asserviti.
In un momento in cui in molti vorrebbero cancellare, tanto dall’agenda politica che dalla carta geografica, la Palestina e ciò che da sempre essa simboleggia, la Lotta che ispira e pratica, la bandiera di Riscatto e Dignità che leva fiera fin su la gabbia imposta dall'occupante sionista, il sostegno attivo ed operante alla causa della Resistenza palestinese e l'impegno internazionalista militante rappresenta, per noi, il segno stesso di una solidarietà di Lotta non già solidarismo mero, il riconoscimento della stessa Lotta contro la stessa classe dominante seppur nella distanza geografica ed economica, la capacità di sentire l'Ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. Qualità più importante - sappiamo - per chiunque provi ad essere esso stesso rivoluzionario ed esser conseguente.
La Lotta del Popolo palestinese è, pertanto, la Lotta di tutti i Popoli oppressi, la Lotta degli oppressi tutti, la Lotta di noi tutti. Noi, Compagne e Compagne di Popolo e Lavoro, siamo e saremo in questa Lotta ed invitiamo quanti non si rassegnano all'ordine presente delle cose, alla disciplina sociale imposta loro, alla legge del Mercato e della guerra imperialista, ad unirsi e ribellarsi. A manifestare apertamente solidarietà militante a chi lotta e si autorganizza per il Popolo el suo Riscatto. A sostenere il Popolo palestinese, che esiste e che resiste, giacchè, per esso, non è data alternativa che non sia "Patria o Muerte", Palestina o schiavitù.

Collettivo Politico MILITANZ Casa del Popolo (CdP)
per l'Autorganizzazione sociale

venerdì 21 novembre 2008

A CHE' MAI PIU SIA 6 DICEMBRE!

COMUNICATO DI ADESIONE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI TORINO DEL PROSSIMO 6 DICEMBRE 2008

Antonio, Angelo, Roberto, Bruno, Rocco, Rosario, Giuseppe. Sette nomi. Nomi comuni. Nomi di persone, lavoratori come tanti, impegnati a garantirsi un futuro, mese dopo mese, nel lavoro senza posa, sempre più intenso, sempre più veloce, quasi senza orari di riposo. Nomi di operai veri, casco giallo e tuta blu, operai che esistono eccome, esistono ancora e ancora resistono. Persone oneste, dedite, Antonio, Angelo, Roberto, Bruno, Rocco, Rosario, Giuseppe. Fino a solo un anno fa. Oggi, morti un anno fa nel rogo di Tyssen-Krupp Torino. E allora oggi sono più che nomi. Sono un simbolo e bandiera insieme. Sono il simbolo di vite da operai spezzate e vittime di un mercato che mercifica la vita, la rende costo in produzione e poi la taglia e sì l’abbatte. Sono bandiera di orgoglio e di riscatto di operai e lavoratori, di studenti ed immigrati, disoccupati e di precari, di quanti non si arrendono alla logica classista di chi li vorrebbe deboli e asserviti, proni alle esigenze di profitto e Proprietà, predestinate vittime di una guerra non dichiarata loro dai padroni e i loro amici di governi vecchi e nuovi. Capitale in guerra col Lavoro e il Lavoro paga, giorno per giorno e con tre morti al giorno, in fabbriche e cantieri, campi ed officine, quartieri, moli e strade. Teatri di guerra permanente. Scenari di un attacco sempre più profondo condotto fin al cuore dei diritti di milioni di persone, alla loro sicurezza sul lavoro, alla loro stessa vita, appunto.
Antonio, Angelo, Roberto, Bruno, Rocco, Rosario, Giuseppe sono il simbolo di quanti si rifiutano oggi di produrre per consumare e poi crepare. Antonio, Angelo, Roberto, Bruno, Rocco, Rosario, Giuseppe erano Compagni, Compagni di lotta e di lavoro di noi tutti, in ogni parte del Paese, da Torino coi suoi stabilimenti a Taranto con la sua aria marcata Ilva, da Milano e i suoi cantieri a Napoli e il lavoro nero ed arrischiato, fin giù, Basilicata, Calabria, Sicilia e ancora Puglia ,sempre ferme ad un caporalato vecchio e nuovo sì come proprio ai campi ed alla schiavitù che ancora sa di gleba.

A un anno di distanza dal rogo della Tyssen, ci accingiamo ad onorare i caduti tutti in questa guerra sporca. Gli operai uccisi dalle pretese e l’incuranza dei padroni, così come tutti quanti, ogni giorno, costretti a sopravvivere al lavoro ed a resistere nel rimanere incolumi. E mentre formalmente la macchina della “retorica da coccodrillo” - sì propria a imprenditori presunti “illuminati” e politici corrotti, sindacati collaborazionisti e informazione di regime – quanto prima sarà in moto a portar solidarismo fittizio e parolaio alla data di Torino e, magari, versar lacrime per il “latte ormai versato”, Noi, donne e uomini di Popolo e Lavoro leveremo alta la bandiera della Lotta, grido di guerra fino alla vittoria a fronte d’un nemico ch’è già tale, in qualità di Stato, padroni e Proprietà.

Questo, a nostro avviso, il senso, fiero ed alto, dell’appuntamento nazionale di Torino in agenda il 6 dicembre. Questo il senso di adesione e, seppur nei limiti a noi imposti da geografica distanza, di partecipazione attiva e militante. Questo, in definitiva, il significato e senso dato all’espressione “basta morti sul lavoro”. A chè mai più sia 6 dicembre, nessun giorno.

Il Collettivo politico MILITANZ Casa del Popolo (CdP) per l’Autorganizzazione sociale denuncia, in conclusione, apertamente il fenomeno degli omicidi sul lavoro quale inaccettabile dato empirico e strutturale del mondo del lavoro, dinamica concreta e parossistica dell’attuale modo di produzione capitalistico tanto spietato quanto in crisi. Condanna senz’appello la “silenziosa” guerra condotta contro il Lavoro dai padroni e i loro accoliti al Governo ed ai governi. che negli anni si sono susseguiti. Condanna la guerra non dichiarata contro lavoratori ed operai , considerati dall’attuale sistema economico e produttivo come meri segmenti di lavoro ricombinante, sostituibili, in qualsiasi momento, da forza-lavoro di riserva funzionalmente inoccupata e, pertanto, ancor più ricattabile e precaria.
E aderisce, pertanto e senza indugio alcuno, alla dimostrazione nazionale del 6 dicembre prossimo a Torino condividendone ragioni e prospettive e s’impegna, seppur in ordine ad una rappresentanza stretta della CdP, a partecipare attivamente a detto appuntamento ed esser presente, portando il contributo militante di Compagni e di Compagne attivi nella Lotta, ad un corteo che già sa di riscatto e dignità.

Collettivo Politico MILITANZ Casa del Popolo (CdP)
per l'Autorganizzazione sociale